COMUNICAZIONE E CURA PSICHICA: OLTRE LA PAROLA

SEMINARIO I.R.E.P.

A. Capani - E. Gillieron - B. Paoleschi - L. Preta - G. Rugi - R. Salvatore

La psicoanalisi, in quanto metodo di cura, si è basata fin dagli inizi essenzialmente sulla parola. Usata agli albori come mezzo per "l'abreazione" (scarica) di intense emozioni legate al trauma, la parola è servita in seguito per ricostruire e rielaborare, per dare un senso alla storia del paziente nel processo analitico, attraverso gli strumenti classici dell'analisi: chiarificazione, messa a confronto, interpretazione (del transfert, dei sogni, dei sintomi, dei lapsus e degli atti mancati). In estrema sintesi, la parola non poteva che essere lo strumento di elezione per realizzare l'obbiettivo indicato da Freud di rendere conscio l'inconscio, con il famoso motto: "Là dove c'era l'Es, ci sarà l'Io!".

Questa versione "classica" del metodo psicoanalitico non ha perso nel tempo la sua validità e la sua utilità. Ma, con l'esperienza, gli psicoanalisti si sono sempre più resi conto di due questioni fondamentali: la prima, è che la "relazione" con l'Altro è uno strumento terapeutico non meno importante e non meno efficace dell'"interpretazione"; la seconda, è che la "cura classica" non è adatta alle patologie più gravi.

È soprattutto grazie ad autori come Winnicott, Bion, Meltzer, per citare solo i più noti, che in ambito psicoanalitico si cerca già da diversi anni di andare "oltre la parola", per scoprire modi nuovi e più efficaci per entrare in relazione con le persone più gravemente disturbate e per elaborare metodi di cura più adatti ad esse, rispetto alla cura "classica".

È in questa prospettiva che ci si è sempre più interessati all'inconscio-non-rimosso, al proto-mentale, al pre-simbolico, al silenzio, alle emozioni, cioè a tutto ciò che - soprattutto per effetto di gravi carenze e/o di traumatismi molto precoci nella relazione tra il bambino e il suo ambiente - può non riuscire a tradursi in pensiero cosciente e quindi in parole. Il collegamento con la dimensione estetica è divenuto quindi ad un certo punto quasi obbligato, poiché sappiamo bene come, attraverso l'esperienza sensoriale, sia possibile veicolare e comunicare significati altrimenti non comunicabili. Basti pensare, in questo senso, all'Arte in ogni sua forma espressiva.

Il seminario intitolato "Comunicazione e cura psichica: oltre la parola", organizzato dall'I.R.E.P., si propone appunto di esplorare queste nuove frontiere del rapporto tra psicoanalisi ed esperienza estetica e le nuove possibilità di cura che questo rapporto lascia intravedere.

 

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